Caravaggio, il riposo durante la fuga in EgittoDomenica il mio bellissimo nipotino giocava con le statuine del mini-presepe, mini davvero, a casa mia, sotto gli occhi inteneriti di mamma, zii e nonni. Opera della mia alacre mogliettina. Gesù, Maria, Giuseppe. Ai loro piedi un foglio di cartoncino. Alle loro spalle, a simulare la grotta, una pietra cava contenente quarzo grezzo. Il mio contributo alla scenografia. Gabrielino prendeva in mano Giuseppe e diceva "Papà", prendeva Maria e diceva "Mamma". Poi, guidato da un istinto misterioso, li afferrava tutti e tre e tentava di infilarli a forza dentro la cavità, che però li conteneva a malapena. Visti i pericolosi esperimenti, ho dovuto allontanare e mettere fuori dalla sua portata l'unico elemento scenografico prima che andasse in pezzi. Ma Gabri non demordeva. Di tanto in tanto ripassava, rapiva le statuine rimaste orfane della loro casa e se le portava in giro per la stanza, le faceva rotolare sul tappeto, le infilava tra i cuscini del divano. La fuga in Egitto?
Buon Natale a tutti, ma in particolare a Gabrielino e a tutti i bambini del mondo.