In mezzo alla morte e alla distruzione di queste ore a Gaza, l'unica consolazione è guardare avanti. Leggere i fenomeni presenti in un'ottica più ampia, partendo da alcuni fatti.Il primo è che gli abitanti di Gaza cominciano finalmente a non poterne più di Hamas, l'organizzazione terroristica palestinese che da tempo tiene in ostaggio gli stessi palestinesi, suoi concittadini, suoi elettori e suoi affiliati a vario titolo. Hamas spara razzi contro Israele, uccidendo civili israeliani ed esponendo i civili palestinesi alla risposta militare israeliana. Spara razzi contro i convogli umanitari, quei pochi che ottengono il lasciapassare dopo difficili trattative con Israele. Impedisce ai feriti di farsi curare in Egitto.
Perché fa tutto ciò? Per non perdere potere.
Ma la gente di Gaza non è l'unica a non poterne più di Hamas. Ci sono anche i soliti Stati Uniti d'America, e questa volta c'è anche l'Unione Europea, che giorni fa per bocca di Sarkozy ha addirittura trovato il coraggio di chiedere che cessi il lancio di razzi contro Israele. Infine c'è l'Egitto. Segno che anche nel mondo arabo qualcosa si muove, e che il sistema di alleanze che fa capo agli USA non è del tutto inutile.
Dalla parte di Hamas invece c'è Hezbollah, organizzazione terroristica con base in Libano, che non vede l'ora di aggredire alle spalle Israele. Ma soprattutto c'è l'Iran di Ahmadinejad, che finanzia e arma i terroristi, e approfitta di ogni intervista su canali occidentali per diffondere il suo augurio di Natale: "Israele deve scomparire". E infine, come sempre, ci sono quei desolanti media occidentali tipo indymedia, la voce della feccia, capace di appoggiare Hamas con argomentazioni di ogni genere, una peggio dell'altra, e di indicare al pubblico ludibrio chi osa appoggiare Israele. Che Allah il misericordioso faccia scomparire loro, Hamas, Hezbollah e Ahmadinejad. O almeno li oscuri.
Qui c'è un bell'editoriale di Piero Ostellino.